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I contribuenti che ristrutturano abitazioni o parti comuni di edifici possono detrarre una parte delle spese dall’Irpef. La detrazione si applica alle spese sostenute nell’anno ed è suddivisa tra i partecipanti alla spesa. L’agevolazione è rivolta a proprietari, titolari di diritti reali, inquilini, familiari conviventi e conviventi more uxorio.
È possibile detrarre il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Per gli interventi antisismici, le detrazioni possono arrivare fino all’85%. Inoltre, interventi specifici, come quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche, possono usufruire di una detrazione del 75%.
Detrazioni fiscali per la ristrutturazione delle abitazioni
I contribuenti che ristrutturano le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato possono detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) una parte delle spese sostenute per i lavori. Questa agevolazione rappresenta un importante incentivo per chi desidera rinnovare o migliorare il proprio immobile, ottenendo un vantaggio fiscale significativo. La detrazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno partecipato alla spesa e che hanno diritto. Ciò significa che coloro che effettuano i pagamenti possono ripartire il beneficio fiscale, se più persone hanno contribuito ai costi della ristrutturazione.
A chi interessa
L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef, siano essi residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione. In particolare, riguarda non solo i proprietari degli immobili oggetto dell’intervento, ma anche i titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili, come ad esempio usufruttuari o nudi proprietari. Tra i beneficiari vi sono anche gli inquilini che affittano l’immobile e i comodatari (coloro che hanno in uso gratuito l’immobile). Anche il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile può fruire della detrazione. Questo include il coniuge, i componenti dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2016, la detrazione è estesa anche al convivente more uxorio, ovvero il partner convivente non sposato o non legato da un’unione civile, purché le spese di ristrutturazione siano state sostenute dal convivente stesso. Questa inclusione permette a una fascia più ampia di persone di usufruire del beneficio fiscale, indipendentemente dalla forma di convivenza o dal vincolo matrimoniale.
Quali vantaggi
I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Questo significa che su una spesa totale di 96.000 euro per ristrutturare l’immobile, è possibile ottenere una detrazione massima di 48.000 euro, suddivisa in dieci quote annuali di pari importo. Questo meccanismo di ripartizione permette di ridurre il carico fiscale anno per anno, offrendo un beneficio significativo nel tempo.
Per gli interventi di ristrutturazione realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta della metà. Questo riguarda i casi in cui l’immobile viene utilizzato sia come abitazione sia per svolgere un’attività lavorativa, come può avvenire per professionisti che utilizzano una parte della casa come studio. In questi casi, il limite della detrazione è ridotto del 50%, ma resta comunque un’agevolazione importante.
Interventi antisismici e agevolazioni aggiuntive
Riguardo alle spese sostenute per interventi antisismici, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% delle spese sostenute, a seconda del tipo di intervento e della classificazione sismica dell’area in cui si trova l’immobile. Queste agevolazioni, usufruibili fino al 31 dicembre 2024, sono conosciute come “Sisma bonus“.
Inoltre, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, l’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 ha introdotto per determinati interventi antisismici la detrazione del 110%, nota come “Super sisma bonus“. Questo incentivo è particolarmente vantaggioso per chi intende rendere la propria abitazione più sicura dal punto di vista sismico, garantendo un rimborso fiscale superiore alle spese effettivamente sostenute, entro i limiti previsti.
Risparmio energetico
I contribuenti che eseguono interventi per aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti possono beneficiare di agevolazioni fiscali significative. In particolare, è possibile detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o dall’imposta sul reddito delle società (Ires), a seconda della situazione specifica del contribuente. Questa opportunità permette di ridurre i costi iniziali dei lavori e incoraggia soluzioni che migliorano il comfort abitativo.
Per i titolari di reddito d’impresa, tuttavia, la fruizione della detrazione è limitata ai fabbricati strumentali, ovvero edifici utilizzati direttamente per l’esercizio dell’attività imprenditoriale. Chi possiede o utilizza fabbricati commerciali o produttivi ha così l’opportunità di migliorare l’efficienza energetica del proprio business, ottenendo al contempo importanti vantaggi fiscali.
A chi è rivolta l’agevolazione?
L’agevolazione è rivolta a tutti i contribuenti, residenti e non residenti, che possiedono l’immobile oggetto dell’intervento. Non sono solo i proprietari a poter usufruire della detrazione: anche chi ha un diritto reale sull’immobile, come i condòmini (per interventi sulle parti comuni), gli inquilini e i comodatari, può richiedere l’agevolazione.
Inoltre, anche i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile possono fruire della detrazione. Questo include il coniuge, i componenti di un’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Anche il convivente more uxorio, cioè la persona che convive con il proprietario senza matrimonio, può beneficiare dell’agevolazione, a condizione che condivida l’immobile oggetto dell’intervento.
Modalità di fruizione della detrazione
La detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo, permettendo ai contribuenti di diluire il beneficio nel tempo e di ridurre l’impatto fiscale. Questa suddivisione rende l’agevolazione vantaggiosa per chi desidera programmare i propri interventi con una pianificazione fiscale di lungo termine, con una visione più ampia e sostenibile.
Quali sono i vantaggi dell’agevolazione?
L’importo detraibile varia a seconda delle caratteristiche dell’intervento, con una percentuale che può andare dal 50% al 85% della spesa totale. Questo dipende dal tipo di lavori effettuati e dall’impatto che hanno sull’efficienza energetica dell’edificio. Interventi come l’isolamento termico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione tendono a ottenere una detrazione più elevata, fino al massimo del 85%.
Tra le spese ammissibili in detrazione rientrano non solo i costi per i lavori di risparmio energetico, ma anche quelli per le prestazioni professionali necessarie. Questo include consulenze tecniche, progettazione e acquisizione della certificazione energetica richiesta per ottenere l’agevolazione. L’incentivo copre quindi tutte le fasi del processo, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori.
Un’occasione da non perdere
Le detrazioni per l’efficienza energetica rappresentano una grande opportunità per chi vuole migliorare le prestazioni del proprio edificio, ridurre i consumi e contribuire al benessere ambientale. Sfruttare queste agevolazioni permette di aumentare il valore del proprio immobile e ottenere un ritorno economico significativo nel tempo, con il beneficio aggiuntivo di un impatto positivo sull’ambiente e sulla sostenibilità futura.
Agevolazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche
Si tratta di una serie di agevolazioni dedicate ai contribuenti che effettuano interventi per superare ed eliminare le barriere architettoniche.
Detrazione Irpef e alternative
In particolare, per i lavori effettuati dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025, su edifici già esistenti, è prevista una detrazione Irpef, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo. In alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione, è possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito.
Importo del bonus
Il bonus è pari al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo variabile, da 30mila a 50mila euro, a seconda dell’edificio su cui sono eseguiti i lavori.
Delibere condominiali
Nel caso di delibere condominiali, per l’approvazione di questi lavori occorre la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti 1/3 del valore millesimale dell’edificio.
Altre agevolazioni disponibili
A questa agevolazione si aggiungono la detrazione Irpef per ristrutturazione edilizia dell’immobile e la detrazione del 110% (Superbonus) prevista per gli interventi “trainati”, se eseguiti congiuntamente a determinati interventi “trainanti”.
Detrazione per ristrutturazioni edilizie
Per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili, la detrazione è pari al 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2024; pari al 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2025.
Spese detraibili
Rientrano nell’agevolazione legata alla ristrutturazione edilizia le spese sostenute per ascensori e montacarichi, per elevatori esterni all’abitazione, per la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, e quelle per la realizzazione di strumenti tecnologici che favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave. La detrazione non si applica, invece, per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità della persona con disabilità.
Detrazione del 75% per interventi conformi alla legge
Rientrano tra gli interventi agevolati con la detrazione del 75% introdotta dalla legge di Bilancio 2022 quelli che rispettano i requisiti previsti dal decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 236 del 14 giugno 1989. La detrazione spetta anche per gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari, nonché per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali sostituiti.
Superbonus 110% per l’eliminazione delle barriere architettoniche
È infine possibile usufruire del Superbonus (detrazione del 110%) per le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, effettuati per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità grave. Per richiedere tale agevolazione è necessario che questi lavori siano eseguiti congiuntamente a interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti (cosiddetti interventi trainanti).
Sisma Bonus
I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.
A chi interessa
L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
Quali vantaggi
Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2024 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%). Inoltre, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, l’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 ha introdotto per determinati interventi antisismici la detrazione del 110% (il cosiddetto “Super sisma bonus“).
Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).
Bonus facciate
L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione d’imposta del 90% delle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, e del 60% delle spese sostenute nel 2022, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali. Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968: apre una nuova finestra in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.
La Legge di Bilancio 2022, infatti, ha esteso questa detrazione fino al 31 dicembre 2022, con aliquota ridotta al 60 per cento.
Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
A chi interessa
Possono usufruire dell’agevolazione tutti i contribuenti, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, soggetti Irpef e soggetti passivi Ires, che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. La detrazione non spetta a chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva.
Quali vantaggi
La Legge di Bilancio 2022, infatti, ha esteso questa detrazione fino al 31 dicembre 2022, con aliquota ridotta al 60 per cento. La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nel 2020 e nel 2021, e nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2022, ed effettuate tramite bonifico bancario o postale. Va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione.
